Egregio direttore,
leggo con una certa curiosità la lettera dell’on. Stefano Stefani (Lega Nord) in merito alla scelta del governo di costruire nuove centrali nucleari nel nostro paese. Nel leggere la missiva, che speravo contenesse le risposte a domande importanti che da più parti sono state rivolte a Stefani proprio sulla questione del ritorno al nucleare, speranza andata delusa per l’ennesima volta, non ho potuto fare a meno di registrare alcuni interessanti passaggi.
Parto dalla conclusione di Stefani, quando egli afferma che “…dire già oggi, ancor prima che si decida qualsiasi cosa, che si è contrari è forse un peccato di presunzione.” A chi si rivolge Stefano Stefani? Forse al suo collega di partito e ora candidato alla carica di Governatore del Veneto Luca Zaia, che a Roma da ministro vota a favore del nucleare e poi si fa la campagna elettorale nella nostra regione dicendo “mai una centrale in Veneto”?
Quando Stefani afferma che “il nucleare può fare ancora paura, ma è un sentimento che deve essere rimandato al passato quando, effettivamente, gli impianti erano spesso teatro di incidenti, …., perché le centrali saranno di ultimissima generazione, con standard di sicurezza elevatissimi”, sa che questi “sicurissimi” impianti che ci ha rifilato Sarkozy hanno causato oltralpe oltre 100 incidenti all’anno, come confermato dall’Autorité de sûreté nucleare?
Per concludere, torno a chiedere a Stefani di dire pubblicamente, e prima delle elezioni, dove verrà installato l’impianto nucleare previsto in Veneto (quello che Zaia a Roma vota e in Veneto contrasta), e conseguentemente dove verrà ubicato l’impianto di stoccaggio e smaltimento delle scorie. Non vorrà Stefani chiedere ad altri di accollarsi l’onere di diventare la pattumiera nucleare del paese? Visto che l’onorevole leghista accusa sempre gli altri di essere affetti da “sindrome Nimby”, evidentemente le scorie prodotte in Veneto dovranno essere gestite in ambito regionale. Vorrà per una volta degnarsi di rispondere a queste semplici domande?
Olol Jackson, Verdi-I.D.E.A. per il Veneto





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